sabato 4 novembre 2023

ROCCA DI SONCINO 7 e 8 OTTOBRE 2023, quarta partecipazione della Compagnia ad un evento rievocativo alla Rocca di Soncino



Lavorazione (sbozzo) di un tronchetto di nocciolo



Sbozzo con l'accetta di un tronchetto di nocciolo








Alcuni degli archi già terminati, in tasso, olmo, nocciolo, sambuco e carpino












La tenda degli Arcieri erranti, senza archi
Uno degli Arcieri erranti
Due degli Arcieri erranti
I tre Arcieri erranti



Gli archi degli Arcieri erranti

 

mercoledì 13 settembre 2023


Pubblichiamo oggi un esperimento effettuato diverso tempo fa in un castello, risalente al XII-XIII secolo e successivamente adeguato con l'aggiunta/integrazione di strutture difensive, in posizione dominante sulla valle sottostante e circondato da ulteriori cinte murarie per formare un caposaldo inespugnabile.

Scopo dell'esperimento è stato quello di verificare la possibilità di tiro, con archi e balestre, dalle strombature realizzate all'interno delle mura difensive del XIII secolo e dai resti delle merlature edificate successivamente.


PRIMA TESTIMONIANZA

Il castello è in posizione dominante sulle valli circostanti ed è circondato da ulteriori cinte murarie per formare un caposaldo inespugnabile.

Nonostante lo scorrere del tempo abbia danneggiato e reso pericolanti diverse strutture, sono rimasti intatti alcuni apprestamenti difensivi nei quali abbiamo pensato di sperimentare dal vivo le possibilità di tiro con archi e balestre.

Data l’elevata densità della vegetazione circostante, abbiamo scelto di non scoccare per non perdere inutilmente frecce nella macchia e di usare comunque punte blunt per sicurezza.

Il primo test è relativo al tiro con l’arco da una strombatura, essendone rimasta una integra.

Abbiamo usato un arco bastone corto in tasso da circa 150 cm.

Purtroppo le strutture retrostanti sono andate perdute, per cui l’unica soluzione era di entrare totalmente nella strombatura e tirare da lì. A intralciare ulteriormente il test, un albero si ergeva direttamente davanti alla feritoia. Innanzitutto va detto che il senso di protezione dato dalla fortificazione era quasi totale, pur lasciando un’ottima visibilità (albero a parte). Diversa è però la considerazione sulla praticabilità del tiro con un arco, seppur relativamente corto.

Occupando fisicamente la strombatura col corpo, resta limitato l’arco di tiro verso destra e comunque non si ha la possibilità di completare il gesto di apertura se non tirando verso il basso. Probabilmente per gli arcieri doveva esserci una qualche struttura retrostante dalla quale compiere il gesto tecnico di apertura e scoccata. D’altronde tirando da più indietro si limita l’area di tiro verso il basso. In ogni caso è difficile evitare che i flettenti impattino nel muro. Tirando verso il basso bisogna addirittura far uscire il flettente superiore dalla feritoia e nella scoccata esso può facilmente toccare il muro, il ché a lungo andare può prevedibilmente provocarne la rottura.

In generale l’impressione è che l’uso di un arco ricurvo corto, come quelli ottomani, renderebbe molto meno rilevanti tutti i problemi riscontrati.

Il secondo test è stato effettuato dalle merlature, nel mio caso usando una balestra con arco in legno.

Qui si gode di un ampio arco di tiro sia ai lati che verso il basso e, se dotati di un buon elmo, anche di una sufficiente copertura. Inoltre, appoggiandosi alle mura si riesce a mirare più velocemente. Dopo ogni tiro ci si può ritirare dietro il muro a ricaricare oppure, se la balestra è molto potente e non può essere ricaricata da accucciati, basta coprirsi dietro il merlo a fianco.

L’impressione è stata quella di poter fare in sicurezza il tiro al piccione sugli ipotetici armati nel piazzale sottostante.

In generale una giornata molto istruttiva su ciò che effettivamente voleva dire, dal punto di vista militare, avere una fortezza nei tempi passati.


Riccardo


SECONDA TESTIMONIANZA

Ho scoccato dai merli usando due archi lunghi circa 150cm., uno in tasso (lo stesso usato da Riccardo dalla strombatura) e l’altro in sambuco con libraggi di circa 50 lb., allungo 60 cm. circa, frecce con punte in gomma.

Il gesto è limitato dalla non opportunità di sporgersi troppo per evitare di essere picccionati dai nemici che stanno fuori dalle mura. L’arco corto è certamente più utile di un arco lungo, anche considerando che la distanza di tiro utile per colpire chi sta assalendo da sotto le mura, è intorno ai 30 m. (anche meno) e che si tira dall’alto al basso.

E’ un tiro diverso da quello solito e quindi va gestito con specifica competenza. Sarebbe stato utile (ma non possibile nella circostanza), tirare effettivamente frecce e dardi a bersagli reali, come pure scoccare con archi e balestre dal basso all’alto in una simulazione dello scontro abbastanza realistica, proteggendo chi assale con mantelletti mobili.


M’arco


VEDI IL FILMATO:

https://www.youtube.com/watch?v=1R7tit2VShY



martedì 9 maggio 2023

GIORNATA MEDIOEVALE AL MULINO 21 MAGGIO 2023, MULINO DELL'ABBAZIA DI CHIARAVALLE


I nostri archi, ricavati da legni della Valle dei monaci






Le frecce non bastano mai...


Cambio turno, al suono del corno
























 

 GIORNATA MEDIOEVALE AL MULINO
 21 MAGGIO 2023, MULINO DELL'ABBAZIA DI CHIARAVALLE

DALLE 10 ALLE 18


1) minicorsi di tiro con l'arco
2) scuola d'abaco e conferenza sulla mercatura

Per il programma e per iscriversi ai minicorsi di tiro con l'arco (40 posti) e/o alla conferenza "A Scuola d'abaco" (30 posti):

https://www.storialive.it/chiaravalle.asp